
Lungo la strada che lascia San Pietro Clarenza e si distende verso Camporotondo Etneo, dove il paese si dissolveva nella campagna e il vento portava con sé l'odore della terra nera, sorge una struttura che non è soltanto pietra, non è soltanto memoria, non è soltanto silenzio.
È un presidio antico, un punto d'acqua che ha servito uomini e animali, un luogo dove la civiltà contadina ha inciso la propria voce nella materia più dura e più fedele: la pietra lavica.




